I pettegolezzi delle donne
 
 
Una storia originale, divertente e divertita, quella che Carlo Goldoni propone ne I Pettegolezzi Delle Donne, l'ultima delle sedici commedie nuove scritte per l'anno comico 1750-51 per mantenere una promessa fatta al pubblico veneziano e recitata per la prima volta nella serata di chiusura del carnevale il 23 gennaio 1751. Come i veneziani che tanto gradirono e applaudirono questo divertissenent, così il pubblico dei nostri giorni potrà apprezzare l'intreccio del testo per almeno due motivi: le caricature femminili tipiche del linguaggio popolare cui sempre si ispira Goldoni e la descrizione dei vezzi di una nobiltà decadente, fedele ritratto dei signori del tempo. La parlata veneziana dei personaggi come Sgualda e Catte, il pitoco Pantalone, il buon Toni, i novizzi Checca e Beppo, la peperina Anzoletta e il servo Arlecchino contrasta con la lingua di maniera usata dalle lustrissime Beatrice, Eleonora e Carlotta e dal cicisbeo Lelio. Alla lingua italiana ridona dignità Salamina Ottavio Aretusi.
Ma non mancano due macchiette: un lazarone napoletano e un simpatico extracomunitario ante litteram Abagiggi, venditore di frutta secca. Ne esce un affresco di una Venezia viva che riesce a ridere di sé stessa arricchita dalle ciacole delle donne, da scoppiettanti litigi e dolci riappacificazioni. 
Scritta in pochissimi giorni da Carlo Goldoni, I Pettegolezzi Delle Donne sapranno cosi tanto divertirvi che a sipario calato avrete la tentazione di lasciare continuare il malizioso e pur innocente gioco della ciacola.
 
     
  Buon divertimento